domenica 5 giugno 2011

Aria di casa mia

Dopo mille peripezie finalmente riesco ad approdare in terra pugliese...e tutto il resto svanisce!
E' sorprendente come, da un pò di tempo mi ritrovo a riscoprire la mia terra. Il suolo calpestato per anni e anni non sembra più lo stesso, ma mi sbaglio: è solo apparenza. Lui è sempre uguale, sempre lì pronto ad accogliere lo straniero o il natio momentaneamente allontanatosi per qualche motivo. Lui è sempre lì, che ti aspetta, ti accoglie, ti sorride e ti avvolge.
La prima boccata d'aria è come un certificato di origine: varcata la soglia del portellone dell'aereo l'ondata di aria calda proveniente dal sud oltre il sud. Esco ed ecco i primi visi noti. Entro in macchina e da qui è un tuffo di sensazioni da rispolverare. La macchina va veloce, ma non troppo, sulla strada prima della città, poi quella nuova, larga, "super". La distanza da casa si accorcia sempre più: lasciamo le strade larghe per intraprendere quelle provinciali e comunali. Allietiamo il viaggio con vecchie storie vere che sfociano nella leggenda e viceversa: il tutto, ovviamente, nella lingua indigena, per dare maggiore credibilità e veracità al racconto. Ci inoltriamo nelle campagne: gli ulivi secolari sembrano una segnaletica naturale che ci indica la strada. Sono i padroni loro qui. Le campagne son loro, le strade son sorvegliate da loro. Di notte le ombre di tronchi e chiome si allungano sotto le luci dei fari delle macchine. Mette un pò inquietudine il buio pesto oltre le prime fila di alberi, ma passa subito. Loro son lì per darti il bentornato. E poi, ad un certo punto, ti salutano. Ormai il loro dovere lo hanno fatto, siamo giunti a destinazione. Le luci presenti non sono più solo quelle delle macchine, ma la presenza dei lampioni è sempre maggiore. Eccola, è lei: la mia cittadina!
Con il sorriso sulle labbra -quello di ogni volta- mi guardo intorno, come per vedere se nel poco tempo passato lontano sia cambiato qualcosa, ma fondamentalmente so che qui cambia ben poco.
E sulle note trasmesse da rds sono finalemte nella mia via: eccoci.
Saluto il mio "autista" che mi chiude la porta alle spalle. Con qualche difficoltà tecnica di mobilità entro, salgo i gradini e prendo possesso delle mura che mi circondano. Mi fermo, mi guardo intorno anche qui, e faccio un bel respiro: è tutta aria di casa mia

1 commento:

  1. Tornare in quella che si sente la propria casa è sempre una grande emozione.

    Un abbraccio

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