Scorre piano piano la Statale 526
passa posti che io mai e poi mai
avrei pensato fossero così
ancora come quando qui
il cinquantino mi portava via dai guai.(*)
passa posti che io mai e poi mai
avrei pensato fossero così
ancora come quando qui
il cinquantino mi portava via dai guai.(*)
[Basta un giorno così - 883]
Erano queste le parole che, alle 4 del mattino, rimbombavano nella mia mente come in un loop impazzito. Ma andiamo con ordine, e facciamo un passo indietro.
Il mio soggiorno in Spagna è giunto alla fine, e così, imbagagliato e pesato tutto (per il terrore del "sovraprezzo" Ryanair), e salutate le coinquiline, alle tre del pomeriggio mi chiudo il portone alle spalle e mi dirigo verso la fermata del bus. Arrivo con largo anticipo in aeroporto e mi metto in coda (luuunga coda) per imbarcare il bagaglio. Un'ora e quindici minuti più tardi riesco a spedire la valigia verso la stiva, e mi resta giusto il tempo minimo per correre verso il gate prima che chiuda!
17.55h : ancora nessuna vaga presenza del personale di bordo che dovrebbe farci imbarcare, e IN TEORIA dovremmo partir tra 5 minuti!
18.05h: siamo ufficialmente in ritardo di 20 minuti. Ritardo, che riguarda un sacco di altri voli e annnunciato sugli schermi vicino al gate.
18.20h: cambio gate! corri e ritorna indietro, e....RIPRENDI LA FILA?!!?!? ma...è una finta!? non si parte più?!?!?! No no, tranquilli! QUARANTA MINUTI DOPO ci siamo imbarcati!
Intanto, durante tutto questo tempo, ero in contatto via sms con Rox che mi aspettava a Bologna (sarebbe venuta in stazione per tenermi compagnia durante l'ora e mezza di attesa che avrei dovuto sopportare prima di prender il treno che mi avrebbe riportato nella capitale), e Pes, una Parte della mia anima (siiiii, miele a volontà) che mi avrebbe recuperato in stazione all'arrivo nella capitale.
L'ansia cresceva, e ogni minuto in più che passavo in quell'aeroporto, era un accenno di ulcera in più, 5 anni di vita in meno, e un'infinità di calcoli e ricalcoli che facevo per valutare le tempistiche di arrivo/corsa in stazione per capire se effettivamente ero ancora in tempo per prendere o piuttosto perder il treno.
Riusciamo a salire a bordo, prendo posto e tiro un sospiro di sollievo. SBAGLIATO! Mi son tranquillizzata troppo presto! Ci siamo alzati in volo circa 56 minuti dopo. Perfetto. Il treno è perso. Atterriamo alle 22, ed inizio ad incollarmi al telefono come un uomo d'affari super impegnato:
Casa: "sei arrivata?? MA ORA HAI PERSO IL TRENO!!!". Mia mamma spesso sa essere NOTEVOLMENTE OVVIA, vorrei urlare per il nervoso "GIA' MAMMA!!!! ME N'ERO ACCORTA!!!!!!", ma sono ancora abbastanza lucida per capire che non servirebbe a niente aggredire qualcuno che già di suo è in iper preoccupazione costante per la mia vita, e ancora di più in questa occasione! Così mi limito a dirle che sto bene e avrei chiamato Rox per vedere cosa fare.
Chiamo velocemente Pes che, sito trenitalia alla mano, mi aggiorna sui possibili treni: uno alle 2 di notte, e uno....NO! STOP! Gli altri sarebbero stati la mattina seguente! Facciamo due calcoli, e avendo un ulteriore treno prenotato per il pomeriggio del giorno dopo per tornare nella patria natia, opto per il COMODO notturno.
Chiamo Rox. Mi risponde con un "ou!!! ma dove sei!?!?". La aggiorno sul tutto, così mi manda un sms con tutte le indicazioni per arrivare a casa sua, e restar fino all'orario della ri-partenza
Richiamo casa per rassicurar del tutto gli animi: non c'è troppo entusiamo alla parola "notturno", ma dopo aver colto la preoccupazione di poter perdere anche il treno del pomeriggio seguente, mi vengon fatte le solite raccomandazioni e finisce lì.
Ormai rassegnata, e un pò rasserenata, prendo la navetta per raggiungere casa di Rox, e nel frattempo richiamo Pes e le chiedo di farmi il biglietto per il treno on line: nome, cognome, posto finestrino, prenota........prenota......."ma...com'è possibile?! mi dice che non ci sono prenotazioni disponibili!"
E qui avviene il disastro: sotto i portici del centro bolognese, parte la crisi di pianto: la lucidità mi abbandona del tutto, non trovo soluzioni, vorrei urlare e sbattere la testa contro i numerosi spigoli a disposizione, ma non ho neanche la forza di farlo. Picchi di disperazione palesemente manifestati davanti a un pubblico a metà tra il dubbioso e l'abituato. Dall'altra parte del telefono sento "calmati, calmati!ora mi cambio e vengo a prenderti". Non ero in grado di formulare pensieri sensati, ed alla fine la soluzione è stata questa! Arrivo a casa di Rox, mi butto sul letto per dormire quelle 2 ore e mezzo fino a quando Pes non mi chiama per dirmi che è sotto casa. Mi catapulto in strada coi mille bagagli, e mi è finalmente mi appare la visione più rassicurante del (mio) mondo! Saltiamo in macchina e, almeno al ritorno ho guidato io. Fino alle cinque, mentre il mio "passeggero" cercava di dormire, io non riuscivo a formulare che un unico pensiero, farina del mio sacco degli 883 (*).
L'avventura termina alle 7.30: scarico bagagli e collasso immediato per 2 ore. Dopo di ché sveglia, disfare una valigia, rifarne un'altra, doccia, e via, di nuovo fuori con direzione stazione (con 2 ore di anticipo per il terrore di perdere di nuovo il treno).
Alla fine, dopo 32 ore di viaggio complessive (contando anche la mezz'ora di "ritardo accademico di trenitalia) ho pestato suolo natio!
Che dire gente.....per un pò mi sarà passata la voglia di viaggiare...!?
Il mio soggiorno in Spagna è giunto alla fine, e così, imbagagliato e pesato tutto (per il terrore del "sovraprezzo" Ryanair), e salutate le coinquiline, alle tre del pomeriggio mi chiudo il portone alle spalle e mi dirigo verso la fermata del bus. Arrivo con largo anticipo in aeroporto e mi metto in coda (luuunga coda) per imbarcare il bagaglio. Un'ora e quindici minuti più tardi riesco a spedire la valigia verso la stiva, e mi resta giusto il tempo minimo per correre verso il gate prima che chiuda!
17.55h : ancora nessuna vaga presenza del personale di bordo che dovrebbe farci imbarcare, e IN TEORIA dovremmo partir tra 5 minuti!
18.05h: siamo ufficialmente in ritardo di 20 minuti. Ritardo, che riguarda un sacco di altri voli e annnunciato sugli schermi vicino al gate.
18.20h: cambio gate! corri e ritorna indietro, e....RIPRENDI LA FILA?!!?!? ma...è una finta!? non si parte più?!?!?! No no, tranquilli! QUARANTA MINUTI DOPO ci siamo imbarcati!
Intanto, durante tutto questo tempo, ero in contatto via sms con Rox che mi aspettava a Bologna (sarebbe venuta in stazione per tenermi compagnia durante l'ora e mezza di attesa che avrei dovuto sopportare prima di prender il treno che mi avrebbe riportato nella capitale), e Pes, una Parte della mia anima (siiiii, miele a volontà) che mi avrebbe recuperato in stazione all'arrivo nella capitale.
L'ansia cresceva, e ogni minuto in più che passavo in quell'aeroporto, era un accenno di ulcera in più, 5 anni di vita in meno, e un'infinità di calcoli e ricalcoli che facevo per valutare le tempistiche di arrivo/corsa in stazione per capire se effettivamente ero ancora in tempo per prendere o piuttosto perder il treno.
Riusciamo a salire a bordo, prendo posto e tiro un sospiro di sollievo. SBAGLIATO! Mi son tranquillizzata troppo presto! Ci siamo alzati in volo circa 56 minuti dopo. Perfetto. Il treno è perso. Atterriamo alle 22, ed inizio ad incollarmi al telefono come un uomo d'affari super impegnato:
Casa: "sei arrivata?? MA ORA HAI PERSO IL TRENO!!!". Mia mamma spesso sa essere NOTEVOLMENTE OVVIA, vorrei urlare per il nervoso "GIA' MAMMA!!!! ME N'ERO ACCORTA!!!!!!", ma sono ancora abbastanza lucida per capire che non servirebbe a niente aggredire qualcuno che già di suo è in iper preoccupazione costante per la mia vita, e ancora di più in questa occasione! Così mi limito a dirle che sto bene e avrei chiamato Rox per vedere cosa fare.
Chiamo velocemente Pes che, sito trenitalia alla mano, mi aggiorna sui possibili treni: uno alle 2 di notte, e uno....NO! STOP! Gli altri sarebbero stati la mattina seguente! Facciamo due calcoli, e avendo un ulteriore treno prenotato per il pomeriggio del giorno dopo per tornare nella patria natia, opto per il COMODO notturno.
Chiamo Rox. Mi risponde con un "ou!!! ma dove sei!?!?". La aggiorno sul tutto, così mi manda un sms con tutte le indicazioni per arrivare a casa sua, e restar fino all'orario della ri-partenza
Richiamo casa per rassicurar del tutto gli animi: non c'è troppo entusiamo alla parola "notturno", ma dopo aver colto la preoccupazione di poter perdere anche il treno del pomeriggio seguente, mi vengon fatte le solite raccomandazioni e finisce lì.
Ormai rassegnata, e un pò rasserenata, prendo la navetta per raggiungere casa di Rox, e nel frattempo richiamo Pes e le chiedo di farmi il biglietto per il treno on line: nome, cognome, posto finestrino, prenota........prenota......."ma...com'è possibile?! mi dice che non ci sono prenotazioni disponibili!"
E qui avviene il disastro: sotto i portici del centro bolognese, parte la crisi di pianto: la lucidità mi abbandona del tutto, non trovo soluzioni, vorrei urlare e sbattere la testa contro i numerosi spigoli a disposizione, ma non ho neanche la forza di farlo. Picchi di disperazione palesemente manifestati davanti a un pubblico a metà tra il dubbioso e l'abituato. Dall'altra parte del telefono sento "calmati, calmati!ora mi cambio e vengo a prenderti". Non ero in grado di formulare pensieri sensati, ed alla fine la soluzione è stata questa! Arrivo a casa di Rox, mi butto sul letto per dormire quelle 2 ore e mezzo fino a quando Pes non mi chiama per dirmi che è sotto casa. Mi catapulto in strada coi mille bagagli, e mi è finalmente mi appare la visione più rassicurante del (mio) mondo! Saltiamo in macchina e, almeno al ritorno ho guidato io. Fino alle cinque, mentre il mio "passeggero" cercava di dormire, io non riuscivo a formulare che un unico pensiero, farina del mio sacco degli 883 (*).
L'avventura termina alle 7.30: scarico bagagli e collasso immediato per 2 ore. Dopo di ché sveglia, disfare una valigia, rifarne un'altra, doccia, e via, di nuovo fuori con direzione stazione (con 2 ore di anticipo per il terrore di perdere di nuovo il treno).
Alla fine, dopo 32 ore di viaggio complessive (contando anche la mezz'ora di "ritardo accademico di trenitalia) ho pestato suolo natio!
Che dire gente.....per un pò mi sarà passata la voglia di viaggiare...!?
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