Sono definitivamente rientrata in sede. Dopo un bel pò di ore in macchina con, per fortuna, una buona compagnia, vengo scaricata sotto casa con il mega carico che mi portavo appresso: chiave nella toppa, portone aperto.Salgo le scale, arrivo al mio pianerottolo e già dall'inizio dell'ultima rampa avevo notato qualcosa appoggiato al portoncino di casa. Salgo e l'immagine si delinea sempre più: gli ultimi due numeri di Traveller che la mia vicina mi aveva gentilmente ritirato dalla posta e adagiato a ridosso del portone.
Sguardo veloce alle due copertine: Berlino la verde, Copenaghen in bici, Parigi, New York dopo 10 anni, Istambul e i suoi misteri. Considerando che Berlino e Istambul sono tra le mie "mete nel cassetto", e c'è qualcuno a me molto vicino che invece pressa per New York, direi che i due numeri si prospettano molto interessanti.
Di sicuro io non rispecchio gli standard (sopratutto economici) presentati dalla rivista, ma si possono prendere ottimi spunti, e poi sognare non fa mai male.
Ora, la problematica esistenziale che mi assale è la seguente: da due anni ogni mese ho un nuovo numero che mi aspetta nella cassetta delle lettere, ansioso di esser scartato e sfogliato. Ma spesso, sopratutto nell'ultimo anno, questa aspettativa è stata disattesa: dopo aver passato una giornata a leggere, la sera i miei occhi implorano pietà. Così parecchi numeri sono ancora lì, ordinatamente messi in libreria, ancora con il loro involucro di plastica. Con il numero di settembre però c'era allegato un foglio: la super offerta irresistibile! Altri due anni di abbonamento a un prezzo notevolmente scontato per altri due anni di possibili "mete nel cassetto" e letture sognanti.
Che faccio....!? lo faccio!?
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